Druillet
La Fontana di Piazza San Marciano a L'Aquila
€ 5.000.00
Philippe Druillet inizia la sua carriera come fotografo; ha appena compiuto 16 anni. Stabilitosi a Parigi, entra rapidamente in contatto con alcuni personaggi dell’epoca, come Jean Boullet. Nel 1966, Eric Losfeld pubblica il suo primo albo, Lone Sloane, il mistero degli abissi. Pur essendo ancora imperfetta, l’arte grafica di Druillet lascia già presagire un grande futuro.
Druillet si dedica in seguito alle illustrazioni di fantascienza: collabora con grandi riviste dell’epoca come Fiction e Galaxie e illustra diversi volumi del C.L.A. (Club del libro di anticipazione), tra cui Elric il Negromante di Michael Moorcock, Dracula di Bram Stoker e La casa sull’abisso di Wililam H. Hodgson. Il 1970 è l’anno dei cambiamenti, poiché inizia a collaborare con la rivista Pilote dove pubblica dei nuovi episodi di Lone Sloane (albo I sei viaggi di Lone Sloane, Dargaud, 1972) che rivoluzioneranno il mondo del fumetto. Due anni più tardi, con Délirius, prosegue le avventure straordinarie del suo eroe, ma questa volta su sceneggiatura di Jacques Lob. Nel 1973 e 1974, in collaborazione con Michel Demuth, realizza i sorprendenti Yragaël ou la Fin des temps (albo Dargaud) e Urm le fou (albo Dargaud, 1975). Nello stesso periodo, realizza per Phénix un fumetto dalla grafica più rapida e brillante, che narra le peripezie di un personaggio poco convenzionale, Vuzz.
Deluso dal rapporto con le edizioni Dargaud, nel 1975 Druillet fonda insieme a Moebius, Jean-Pierre Dionnet e Bernard Farkas la casa editrice Humanoïdes Associés e la rivista Métal Hurlant.
Su quest’ultima pubblica diversi racconti completi (riuniti nell’albo Mirages, edito da Humanoïdes Associés, 1976), le nuove avventure di Vuzz (albo Là-bas, Humanoïdes Associés, 1978), Gail (albo edito dall’autore nel 1978) e il primo episodio di Salammbô dal romanzo di Gustave Flaubert (albo Humanoïdes Associés, 1980). Nel 1975, distrutto dalla malattia di sua moglie Nicole, Philippe Druillet realizza per Rock and Folk una storia violenta e disperata: La Notte (albo Humanoïdes Associés, 1976). Tornato a Pilote, realizza dei racconti completi con il titolo di Nosferatu (l’albo sarà pubblicato da Dargaud solo nel 1989) e, soprattutto, nel 1982 comincia il seguito di Salammbô : Carthage (albo Dargaud, 1982; il terzo e ultimo episodio, Matho, apparirà nell’albo dello stesso editore nel 1986).
Parallelamente, Druillet lavora anche come sceneggiatore per disegnatori come Alexis, Gotlib, Bihannic, Picotto e Didier Eberoni. Due albi nasceranno da queste collaborazioni: Firaz et la ville-fleur (disegni di Picotto - Dargaud, 1980) e Le Mage Acrylic (disegni di Bihannic - Humanoïdes Associés, 1982).
Illustratore e pittore, Philippe Druillet realizza numerosi portfolio, da solo - Elric il Negromante (Ed. Pellucidar, 1971), Druillet portfolio, royaume d'ombre et de lumière (Ed. Temps futurs, 1980), D (Ed. L.M.P.D.S., Tolosa, 1983 ), Retours (Ed. Le Pythagore, 1993) – o in collettivo - Le Dernier Train supplémentaire (riedizione dei disegni realizzati per France-Rail, Ed. Alain Beaulet, 1984), Les Dieux (Editions du Phylactère, 1984), Graine de pro (Ed. Caisse d'épargne Ecureuil, 1985), Jeu de dames, les héroïnes de Lob (Ed. Atelier de sérigraphie d'Angoulême, 1986), On a marché sur la gouache (Ed. Ecole des beaux-arts de Metz, 1995).
E' anche autore di due opere che ripropongono molte delle sue numerose illustrazioni: 30 x 30 Druillet (Ed. Humanoïdes Associés, 1981) et P.A.V.E. (Ed. Dargaud, 1988). Artista dalle mille sfaccettature, Druillet realizza un'opera dietro l'altra con la sua non comune creatività: contribuisce all'ideazione del Wagner Space Opéra di Rolf Liebermann per l'Opéra di Parigi (1978-1983). Realizza per la cristalleria francese Daum diversi oggetti in pasta di vetro a partire dal 1984. Nell'anno seguente disegna la stazione metro di Porte de la Villettte e si lancia in una serie di cartoni animati intitolata L'Enfant bleu (prodotta dalla rete televisiva Antenne 2), disegna numerose locandine di film (La Vampira Nuda, La Guerra del Fuoco, Il Nome della Rosa, ecc.), realizza nel 1990 Excalibur, un video per William Sheller, si dedica alla decorazione di un ristorante, elabora nel 1993 La Bataille de Salammbô, un sontuoso spettacolo fatto d'immagini digitali, raggi laser e proiezioni di immagini diapositive per la Géode situata nel parco della Villette di Parigi, espone da tempo i suoi dipinti in giro per il mondo, disegna il trofeo « René Goscinny» (1996), realizza quattro diversi modelli dei « Cavalieri » (Gaëlic SA Editeur), tra cui una stupefacente versione in resina bronzata alta 2.10 m., disegna flaconi di profumo in vista di una produzione a larga scala (1997), è coautore di Xcalibur, un'efficace serie televisiva di 40 puntate da 26 minuti in 3D integrale (Produzione Ellipasnime, Robert Réa Prod., Gribouille, Didier Pourcel, France 2, 1997-2002), ecc.
Nel 1996 Druillet pubblica, in omaggio al fotografo Robert Doisneau e con Stan Barets, il volume Paris de fous (Ed. Dargaud). Insignito del Grand Premio del Salone internazionale di Angoulême nel 1988 e di molti altri, a Lucca e Roma in particolare, Philippe Druillet pubblica nel 2000 un nuovo episodio delle avventure di Lone Sloane, Chaos, un ritorno da tempo atteso da vecchi e nuovi amanti del fumetto, realizzato con le edizioni Albin Michel. In occasione di questa uscita, la stessa casa editrice ha rieditato la maggior parte dei suoi fumetti e pubblicato Les Univers de Druillet (2003), un’opera che rivela le innumerevoli capacità di questo autore fuori dal comune. Tra il 1996 e il 2002 egli dà prova delle sue capacità nel progetto grafico di Ring 1 e Ring 2 (Axel Tribe Productions), due CD Rom di giochi in 3D integrale nei quali realizza, dando corpo ai suoi sogni, un lavoro dedicato alla Teatralogia di Richard Wagner. Nel febbraio 2000, in occasione del Giubileo, presenta uno spettacolo audiovisivo realizzato con 2500 diapositive, proiettate sui muri giganti della « Cathédrale d'images » di Baux-de-Provence. Nel 2002 Philippe Druillet pubblica una nuova serie di cartoni animati in 3D per la televisione (Wolflang Production, Alexandre Brillant) intitolata Nosferatu. Nell'aprile del 2003 esce con la Adventure Company un videogioco, inizialmente prodotto dalla Cryo, ispirato all'universo di Salammbô. Inoltre nel 2003 e nel 2006 si segnala una magnifica serie di monili (anelli, bracciali e orecchini) realizzata per la Galleria Frédéric Marchand di Parigi, e otto motivi decorativi per degli accendini in acciaio della « Zippo ». Nel 2004, la regista Josée Dayan ha commissionato a Philippe Druillet le scenografie per un riadattamento de I Re Maledetti di Maurice Druon. Parallelamente alla realizzazione di un anello-sigillo per la galleria Frédéric Marchand, Druillet sta lavorando a Délirius II, sequel e omaggio al compianto Jacques Lob, su sceneggiatura di Benjamin Legrand e Druillet stesso, e sta preparando un bel libro dedicato alle opere di design realizzate per Benjamin de Rothschild (creazione di giardini, decorazioni, mobili e accessori di un hotel a Megève nonché decorazioni, facciate e giardini di una bodega argentina).
